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Mi chiamo Claudia Checcucci, la storia della nostra attività si perde un po’ nella notte dei tempi… di certo sappiamo che, alla fine del 1800, la mia bisnonna paterna, perse la battaglia con la malaria che, piano piano, si era presa quasi tutti i membri della sua famiglia. Decise così, insieme al padre, di vendere le loro proprietà fondiarie con i terreni e boschi che si estendevano tra Castiglione della Pescaia e Follonica, e che per anni aveva dato sostentamento a generazioni e generazioni di persone. Con il ricavato, comprarono dei terreni nelle zone collinari, li divisero tra i pochi superstiti ed alla mia bisnonna toccarono in sorte le proprietà a Roccastrada e nei suoi dintorni dove finalmente, grazie alla sua altezza sul livello del mare (mt 480), la malaria sarebbe rimasta soltanto un brutto ricordo della prima infanzia.

E così fu. Poco dopo la mia bisnonna si sposò con un piccolo proprietario terriero accrescendo ancora di qualche ettaro le terre coltivate. Queste terre furono riunite in un’unica “tenuta” ed i miei nonni paterni le coltivarono fino agli anni “70. Con il passare del tempo, l’attività si ridusse a semplice mantenimento del “capitale”, sino a quando mio padre prima ed io poi, abbiamo ripreso il vecchio “mestiere” di famiglia. Ad oggi sono stati aggiunti nuovi terreni, abbiamo piantato un vigneto, ripristinato ed incrementato vecchi oliveti e un frutteto. Nel 2008 abbiamo costruito la cantina e cominciato a realizzare i nostri prodotti sempre restando fedeli ai luoghi ed alle pratiche agricole tipiche della zona, cercando così di creare un posto in cui ognuno si possa sentire al centro della natura e dell’agricoltura rispettandola e capendo che la nostra storia, o meglio, la storia di ognuno di noi, è scritta nella nostra terra.

Abbiamo deciso e preferito la scelta di una agricoltura sana e genuina lontana dalle grandi produzioni e dall’uso di sostanze che incentivano la produzione a scapito della sua qualità e della nostra salute. Crediamo nei prodotti che la terra ci permette di avere e non chiediamo di più, discostandoci da coloro che la terra non la rispettano ma la sfruttano. Facendo ciò la nostra è una produzione nella quale investiamo con tutto ciò che ci sembra essere sano e buono.