…essere vignaioli…

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“Il lavoro del vignaiolo non richiede molta forza, ma una grande sensibilità. A parte la zappatura, che comunque è sempre leggera, per nove mesi dell’anno è un continuo sciogliere e legare, orientare, aggiustare, recidere e ricongiungere con mani che devono essere intelligenti e delicate; nei restanti tre mesi le mani riempiono, svuotano, travasano, sigillano, spostano, stappano, sigillano ancora, costrette sempre all’estrema attenzione e cognizione.

Ogni cosa nella vigna e nella cantina deve seguire un ordine perfetto dettato dal moto della luna e del sole, dal mutare dell’aria e dei suoi effluvi, dalla micrometrica intransigenza della chimica; e tutto deve essere pulito dentro e fuori.

Un vignaiolo appartiene ad un ordine del lavoro che ha a che fare con la sensualità e la dirittura di un portamento nobile.”

 Tratto da: “La regina disadorna” di Maurizio Maggiani